Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

Il nuovo mondo

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Dalla nascita degli schieramenti politici -, se si fa un piccolo resoconto, si nota un vero e proprio alternarsi a e a manca nel corso del tempo. Ci sono i periodi per le sinistre e i socialismi e i periodi per le destre e i totalitarismi. Dal emancipato del 2009 ci aspetteremmo forse una più democratica, meno tendenze totalitariste e meno visioni del da utopisti socialisti. Ma non è affatto vero che la storia insegna.

Se così fosse, l’ del 2009 non si ritroverebbe ad affrontare una crisi che scade nel ridicolo, con un Presidente del Consiglio che  giudica il Parlamento pletorico e come un limite ai suoi poteri, che finisce su tutti i giornali per il rapporto non precisamente definito con l’adolescente Noemi Letizia, che finisce col dare spettacolo di sè anche nella stampa internazionale, con una ormai ex moglie che comunica i suoi stati d’animo tramite la stampa. L’ però non è solo Silvio . E’ troppe cose, questa . E’ anche un’opposizione debole, incapace di contrastare la maggioranza in maniera adeguata e senza ricorrere a giochetti privi di utilità concreta, per tentare di acquisire maggiore credibilità, sempre pronta ad aspettare il passo falso del nemico per poi puntare il dito. Possibile che non esistano mezzi più efficaci?

Se così fosse, a Mosca non si parlerebbe del ripristino dell’impianto di altoparlanti risalenti al regime sovietico per entrare nuovamente e pienamente nelle vite dei cittadini e, forse, anche nelle case, a creare una sorta di situazione orwelliana.

Se così fosse, in Cina non si ricorrerebbe al web per rendere noti gli atti di brutalità e la realtà del popolo cinese. La rete si trasforma in un nuovo strumento di rivolta, una finestra aperta sul per far conoscere a tutti quello che accade al di fuori delle nostre case, lontano dai nostri monitor e dalle nostre realtà ovattate.

Se così fosse, il governo di Cuba non tremerebbe per il di Yoani Sanchez, ormai divenuto simbolo di lotta contro il regime ed unico modo per difendere e diffondere le idee, in un paese in cui i cittadini sono autorizzati ad utilizzare i cellulari, computer e lettori dvd soltanto nel 2008, quando nel resto del ci si è già stancati di averli intorno.

Se così fosse, Mugabe non festeggerebbe il suo compleanno circondandosi di lusso e sfarzo in un Paese, lo Zimbawe, tra i più poveri del , con un tasso di inflazione che definire “disastroso” sarebbe soltanto un eufemismo. Oppure inviterebbe il suo popolo affamato alla sua tavola imbandita, oppure non c’è rispetto per l’umanità che dovrebbe contraddistinguerci, oppure mors tua vita mea, oppure dalla storia abbiamo imparato soltanto a fare sempre peggio, a distruggerci e a distruggere.

“You may say I’m a dreamer, but I’m not the only one.

I hope someday you’ll join us and the world we’ll be as one”. (Imagine – John Lennon)

Diventeremo democratici, diamoci tempo.

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Non è un paese per onesti

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Da un pò di tempo i italiani e poche testate giornalistiche nomina una certa Noemi Letizia in relazione alla vita del Presidente del Consiglio Silvio , lasciato dalla moglie dopo alcuni accaduti.

Il Premier ha ricevuto da Repubblica 10 domande a cui non ha risposto e non intende rispondere, anche se il giornale è sostenuto dal Guardian, anche se Casini lanciala sfida.

Eppure le perplessità sono tante: la cena a Villa Madama, la presenza di Noemi Letizia e della madre alla festa del Milan al tavolo con Confalonieri. Il passato di Noemi non aiuta, nè il suo blog che scompare.

Ma siamo in , mica in altri stati in cui il Premier si sarebbe dimesso. Anzi non per dire ma Mills vi dice qualcosa?
Condannato a 4 anni e 6 mesi, stessa condanna in cui sarebbe dovuto incorrere Silvio se non ci fosse stato il Lodo Alfano, però secondo il Cavaliere la sentenza è ingiusta, emessa da giudici di estrema sinistra.

Intanto in un paese etichettato come senza libertà di stampa, Studio Aperto, telegiornale di 1, annuncia che è stato assolto.

Intanto nel Web molti chiedono risposte, gli utenti di si mobilitano, spuntano gruppi su FaceBook. Nonostante tutto il Premier dice di mantenere inalterato il consenso.

Io non so che dire più, lascio a voi i commenti.
Io ora divento disonesto.
Io ora mi candido.
Io ora godo del Lodo Alfano, datemi tempo.

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A piccoli passi verso il 2012

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Ad ogni anno che strappiamo via dal calendario, con la faccia sempre più rassegnata continuiamo a dire che il tempo passa sempre più in fretta. Con tutta probabilità il tempo, non contento ed ormai esausto, andrà a passo svelto fino al 2012.

In passa il ddl sicurezza e partono le critiche dall’opposizione, Veronica Lario sfoga le sue frustrazioni sui media, la suina è il male all’ultimo grido, Marco Carta ha troppi spettatori e non canta più. In Giappone si suicidano tutti per dimenticare, Carla Bruni e Sarkozy cercano casa, Lobotomia non si fida degli uomini, qualcun altro per far passare il tempo in attesa del 21 dicembre, fa sesso con il proprio cane.

Sono segni evidenti di una crisi imminente, di un che va a rotoli lentamente, siamo già immersi nella crisi e non ce ne rendiamo conto? E’ la fine del , la fine della storia, la fine di un ciclo e poi arriverà la pace globale oppure ora muoio, dammi tempo, che sempre di lui si tratta, e poi te lo dico?

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Non è un paese per immigrati

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La italiana guarda sempre più al progresso. L’ultimo “risultato storico” giunge dal canale di Sicilia, dal quale sono stati respinti 227 emigranti clandestini provenienti dalla Libia e diretti a Lampedusa,  soccorsi e poi riportati a Tripoli da due motovedette della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza. La decisione è stata presa durante la notte, dopo una trattativa tra i due Paesi. Molto soddisfatto appare il ministro dell’Interno Roberto Maroni, parlando di una svolta della italiana nel contrasto all’immigrazione clandestina che, come ben sappiamo, da tempo è diventata ormai un problema spesso degenerato in casi di xenofobia. In accordo con Maroni si trova anche il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha dichiarato che l’ non dev’essere un paese multietnico, al contrario di quanto auspicato dalla .

Dalle naturali opposizioni sorte dalla vicenda, la risposta viene data è che, in pieno accordo con le disposizioni degli accordi europei ed internazionali, è stata offerta l’assistenza in mare, ma in potranno entrare soltanto coloro che saranno in grado di chiedere il diritto d’asilo, in base a quanto previsto, appunto, dagli accordi e potrà essere respinto chi dovesse essere individuato al di fuori delle acque territoriali.
Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini non è dell’idea che i respingimenti degli immigrati siano violazioni del diritto internazionale, ritiene necessario valutare se l’immigrato ha titolo per chiedere o meno il diritto d’asilo, ma si dissocia dalla questione sollevata da che riguarda la multietnicità del nostro Paese. A riguardo, risponde prontamente la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), sostenendo che l’ è già un paese multietnico e multiculturale.
Il ministro degli Frattini parla del respingimento come di una linea da adottare in nome di una causa europea, poichè l’immigrazione ha assunto un certo peso in altri Paesi che non sono solo l’ o Malta, ma anche la Francia, la Germania o l’Olanda.
Maroni sostiene però che la linea adottata sia stata molto efficace ed oltre ad essere pienamente conforme a tutte le normative internazionali trova largo consenso tra la popolazione italiana.

L’unico largo consenso che io riscontro è quello della Lega, che gioisce delle decisioni prese da , con Umberto Bossi che commenta: “Stiamo facendo proseliti, le nostre idee camminano perché hanno gambe”.
Per il resto, i consensi che ne derivano sono la scontata ed inevitabile opposizione del PD,  dell’ dei , Rifondazione, insomma da tutta la , oltre al Vaticano, già in parte menzionato con la CEI. Se vogliamo oltrepassare il confine, le lamentele arrivano dal Consiglio d’Europa, dal quale interviene direttamente il commissario per i diritti umani Thomas Hammarberg, e non manca l’ONU.
Dopo le provocazioni avanzate dalla Lega, accusata di razzismo in seguito alla possibilità di proporre all’ATM dei vagoni esclusivamente “milanesi” a causa dell’alta percentuale di presenza di extracomunitari e la  anti-kebab varata dal Consiglio regionale Lombardo, questo sembra essere un gesto ben più drastico che porta dritti sulla strada della xenofobia ed inoltre ricorda tempi che il popolo italiano di certo non vorrebbe veder tornare.
Nonostante l’immigrazione sia un problema serio e difficile da affrontare, è questa la strada giusta da intraprendere? E realmente gli italiani ritengono efficace la linea adottata dal ministro Maroni?
Chi si è preso cura dei 277 emigranti ritornati a Tripoli?
Affermare che l’ non sarà un paese multietnico oltre a cozzare con le idee di , sembra far ristagnare quei (chiamiamoli così) che avremmo voluto seppellire una volta per tutte. Non tornerà mica a galla il mito della razza? Ci ritroveremo nelle scuole gli insegnanti che, come Benigni ne “La vita è bella” ci spiegheranno la bellezza e l’importanza dell’ombelico italico, male che vada.

Ora ti respingo, dammi tempo.

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Virginity soap: il ritorno alle origini

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Voglio tornare vergine ogni volta che io ce ne ho voglia” cantava Ligabue.
Per lui forse sarà un pò più difficile, ma per le sappiamo benissimo che ormai nulla è impossibile in questo campo. Se prima l’operazione era un pò più complessa e richiedeva l’intervento chirurgico, ovvero l’imenoplastica, adesso basta usare il Virginity Soap e tutto torna come prima. Il primo successo di questa portentosa saponetta si è avuto in Egitto, al Cairo. Trovarla non è per nulla complicato, basta andare al supermercato. E così sembra possano sparire i problemi di molte di religione musulmana, penalizzate per la loro “mancata” verginità.

Il sapone di cui ha parlato anche Luciana Littizzetto a “Che tempo che fa”, infatti restringe le mucose dell’imene e l’effetto che si ottiene, almeno così dicono, è quello di un ritorno alle origini, che consentirebbe così di evitare la costosa e meno “fast” corsa dal chirurgo. Provare per credere!

Virginity Soap

Virginity Soap

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E dopo i brutti, l’oriente alla riscossa. Nel mondo dei giocattoli.

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Regalereste Fulla a vostra figlia? E’ la domanda d’apertura dell’articolo de La Stampa riguardante la nuova barbie, che impazza nel orientale e che sbarca ora in Olanda, definita “islamicamente corretta“.

Fulla (che si Fullà) è il nuovo idolo delle bambine musulmane. Indossa il velo, sì, ma veste alla moda. Oltre a non essere bionda, ha gli occhi scuri e sotto i vestiti indossa un costume intero che non può essere sfilato. Rispetta la famiglia, ama leggere, prega, ha un fratellino e una sorellina, due amiche, Yasmeen e Nada, ma non un fidanzato, al contrario della biondissima Barbie, che ha il suo Ken e sembrerebbe essere anche più formosa. La bambola esiste in varie versioni, come “Fulla dottoressa” o “Fulla preghiera del mattino” e inoltre ad essa sono associati vari gadget, come i libri di scuola, i fermalibri. Nulla che si allontani dalla sfera familiare, assolutamente volto all’istruzione e pubblicizzato nel suo sito.

Fulla è prodotta dalla NewBoy Dubai, concorrente della Mattel e maggior distributore di giocattoli in medioriente. Come già detto, ha riscosso molto successo nel orientale e tra le bambine musulmane in Olanda, grazie anche alla pubblicità che le è stata fatta. Non deve però essere definita come “bambola musulmana” ma piuttosto come “bambola globale”, sostengono i creatori. Infatti ne esistono diverse versioni, che corrispondono a diversi paesi e ne riflettono le tradizioni e gli stili di vita. Fulla vuole essere semplicemente un mezzo per facilitare il dialogo e la comprensione ed anche un ottimo prodotto pubblicitario.

Mentre Fulla riscuote il suo successo nel delle piccole , dal Giappone fa scandalo il videogioco hentai Rapelay. Il titolo deriva da un gioco di parole: “rape” (stupro) e “replay” (ripetere), quindi “stupro ripetuto”, per intendersi. Creato dalla Illusion di Yokohama, Rapelay nasce già nel 2006. La trama del gioco prevede che il protagonista sia un maniaco con l’obiettivo di stuprare la prima ragazza minorenne che incontra in una stazione metropolitana, e a seguire anche le due sorelle e la madre.

Il prodotto era destinato esclusivamente al mercato nipponico, ma anche Amazon si è ritrovato (pare) inconsapevolmente a venderlo tramite negozi affiliati, anche se è stato prontamente riparato il danno.

Numerose sono state le proteste dalla comunità internazionale, ma le vendite in Giappone non sono state bloccate. Dalle varie discussioni che il gioco ha generato, qualcuno ha detto che le scene di violenza sono ormai all’ordine del giorno e di certo non dovrebbe essere un videogame del genere a scandalizzarci.

Qualcun altro sostiene che il gioco potrebbe essere utilizzato al contrario, ovvero le ragazze potrebbero usarlo per imparare a difendersi dallo stupro. Comparare un gioco in cui si stuprano ragazze, specie minorenni, a molti altri giochi di guerra e spionaggio in cui di certo la violenza non manca, non sembra una risposta altamente costruttiva, così come costruttivo non è alcun tipo di gioco che abbia contenuti del genere. E’ proprio il caso di dirlo… Si salvi chi può!

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Liberi di divorziare e morire ma non di scrivere?

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Mentre Freedom House declassa l’ a paese  libertà di stampa, nella fattispecie l’unico in Europa, la nostra nazione si interroga e soffre di ben altri problemi. A dire la verità in questo momento a soffrirne dovrebbe essere solo il Premier Silvio dato che la moglie Veronica Lario ha avviato le pratiche per la separazione ed il divorzio.
La signora Lario chiede il divorzio, dimettendosi da moglie, ma vuole farlo in maniera pulita e nel migliore dei modi.
Il cavalier replica dicendo che questa è una questione personale che lo addolora.
Niccolò Ghedini, avvocato di fiducia del premier, non commenta.
Mario Adinolfi vede la situazione come una grossa occasione per il PD.

Tutti sembrano preoccuparsi della cosa, non si capisce se come mossa contro di o solo come mossa mediatica dello stesso per riempire ancora più spazi e far stare vicino al povero cavaliere lasciato dalla moglie a causa di una trappola della .
In il divorzio è un diritto, ne può godere anche la moglie del primo ministro.
E se per contrastare la crisi economica l’ ha avuto la fortuna del terremoto e i meno fortunati Stati Uniti quella di un (inventato?) virus per poi far confluire il tutto in un accordo che risanerà l’ di entrambi di gli stati, per la famiglia non sarà sicuramente un problema di soldi, 6 miliardi di euro accontenteranno tutti.

Intanto penso che i problemi veri siano altri, che il popolo Italiano e qualsiasi altro popolo debba avere il diritto al perdono, a scontare una pena senza perdere la vita, ad avere il supporto dalla propria famiglia e  dalla propria mamma. Almeno, ancora per ora, alcune cose in non accadono.

Io credo ancora nella libertà.
Ora divorzio, datemi tempo.

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