Ora Muoio, Dammi Tempo

I morti sanno soltanto una cosa: che è meglio essere vivi.

I brutti alla riscossa: fenomeno Susan Boyle

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Impazza nel web il fenomeno Susan Boyle, il brutto anatroccolo scozzese considerato nientemeno che fenomeno mediatico 2009.

Il successo della casalinga 47enne è nato dalla favola del programma televisivo britannico Britain’s got talent, che presenta nuovi talenti musicali davanti ad una giuria composta da tre persone. Susan Boyle si è presentata alla giuria col suo aspetto trasandato ed un atteggiamento goffo, lasciando così dubitare anche delle sue doti canore e accolta dalle risate del pubblico, che mai si sarebbe aspettato di essere travolto da una sensazionale voce nel momento in cui la donna ha intonato “I dreamed a dream” tratto dal musical “Les miserables“.

Quella di Susan Boyle è una storia di rivincita. Derisa sin da piccola per il suo aspetto, ha sempre vissuto sola con il suo gatto Peebles, prendendosi cura della madre fino alla sua morte. Ha sostenuto di non aver mai baciato un uomo, anche se in seguito sembra aver smentito tale dichiarazione e solo grazie alle ultime volontà della madre si è presentata ai provini del programma televisivo, senza sapere che tutto questo le avrebbe cambiato totalmente la vita.

Adesso il video della sua esibizione è il più cliccato su youtube, è richiesta in tutti i programmi televisivi, dall’Oprah Winfrey Show al Larry King Live e sembra anche che le sia stato proposto di perdere la verginità davanti alle telecamere per un milione di dollari e che tale proposta sia stata declinata.

Intanto Susan non perde tempo, sul web gira già la sua nuova canzone, che poi sua non è: “Whistle down the wind” di Andrew Lloyd Webber. Impazza la Susan-Boyle mania, alla ricerca di pezzi che potrebbe aver registrato in passato o di tutto ciò che riguarda la sua vita privata.

E sembra essersi ribaltata la sitauazione. Adesso c’è la rivincita dei brutti. L’“orco con la voce da fata” che viene allo scoperto, dimostra che bruttezza non è sinonimo di incapacità e tira fuori le sue doti infinite. Con le dovute misure, viene accostata alla nostra Arisa, vincitrice del festival di Sanremo. Anche nel nostro paese il brutto fa bello, c’è voglia di cambiare, di riscoprire il talento vero. Siamo stanchi dello stucco e della finzione o semplicemente, se vogliamo metterci un pò di malizia, il personaggio di Susan Boyle è costruito sapientemente solo per diventare fenomeno mediatico?

Le voci girano, e non girano solo dalla parte giusta. E come sempre, che ognuno dica la sua. Dopotutto, nemmeno quelli di South Park hanno perso tempo.

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Febbre da Poker: voglia di soldi o divertimento?

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L’Italia è caduta nella febbre del Texas Holdem. Sono bastati un paio di giorni a Sanremo, gli articoli di qualche giornale e l’apertura dei soliti telegiornali per far scoprire gli italiani tutti grandi amanti di questo gioco.
Ma, sarà vero?

Delle volte si ha l’impressione che certe “mode”, che certi modi di vendere le notizie nascondano la voglia di convincere tutti che in un modo o nell’altro sia tutto vero.

Quando eravamo bambini ci avevano insegnato che il poker, come tanti altri giochi che coinvolgono il denaro, poteva essere bello ma era sicuramente pericoloso. Poi, magicamente, in tanti hanno cominciato a pensare che il poker non fosse un gioco ma fosse uno sport, salutare come il nuoto e prestigioso come gli scacchi.

Certo, gli articoli che insegnano la strategia del poker e che spiegano come la fortuna giochi un ruolo molto marginale non si risparmiano, ma a volte riesce complesso pensare che ci si possa fidare completamente.

Quando poi si scopre che il governo, solo dalle licenze vendute alle sale da poker italiane, guadagna fior di milioni di euro, allora quello che era un semplice sospetto diventa un macigno difficile da digerire.
Per carità, il gioco è divertente ed è un buon passatempo, ma penso che il mondo abbia cose ben più serie da fare che mettersi a giocare ad Holdem, però un pensiero lo si fa sempre.
Ora gioco, dammi tempo.

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Veronica Lario candidata come anti-premier?

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Mentre arriva il flop del Bagaglino e si spera in una alternativa alla presenza “perpetua” di Berlusconi, può mai essere che la vera risposta sia la moglie del premier?

Veronica Lario va controtendenza, è lei a dissociarsi questa volta, e diversamente da molti altri lei va dalla parte opposta precisando che lei e i suoi figli non sono complici ma vittime di Berlusconi. In risposta ad alcune domande poste dall’Ansa sul dibattito aperto dall’articolo pubblicato ieri su Repubblica dalla Fondazione Farefuturo (che per intenderci è di Fini) dice:

“Voglio che sia chiaro – spiega – che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire”,

definisce ciarpame le possibili candidate del PdL, ma è abbastanza esplicita nel dire che cred in un futuro al femminile.

Infine si pronuncia anche sulla presenza di Berlusconi alla festa di una diciottenne di cui si è parlato nei giorni scorsi, dichiarando di essere rimasta molto sorpresa dall’accaduto poichè  pur essendo stato invitato (ma uno al compleanno del figlio deve essere invitato?!?) non è mai stato presente a nessun diciottesimo di alcun figlio.

E allora c’è davvero chi inizia a credere e sperare che una risposta c’è, tra un pò ci sarà chi inizierà a dire “meno male che Veronica c’è”, intanto c’è chi pensa ad una ipotesi già avanzata qualche tempo fa, l’idea di Veronica Lario candidata per il PD interessa molti, il pensiero comune tra lei ed il partito c’è già.
Ora arrivano le intenzioni, datele tempo.

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Non è Dittatura, è Show Business!

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In Italia si parla spesso ultimamente di Fascimo e Dittatura. In effetti tale cosa non esiste. In Italia il 4% circa delle persone vive in povertà, ma va tutto bene.

Tutti attaccano il premier, il cavaliere Silvio Berlusconi, ma una contestazione con tanto di identificazione non significa che si è privati di esprimere la propria opinione e fare sentire la propria voce, nè tantomeno il fatto che una presentatrice della RAI, nella fattispecie Lorena Bianchetti, si sente in dovere di dissociarsi dalla battuta di un ospite nei confronti di Berlusconi.

Eppure Silvio Berlusconi si sente ossessionato da alcuni pareri espressi da giornalisti e blogger nostrani, minaccia azioni dure contro la disinformazione, anche se qualcuno potrebbe lamentare il fatto che la stampa estera, tra cui il New York Times e la BBC, non vede sempre di buon occhio il premier.

Il primo ministro si trova così a fronteggiare diverse parti e a doversi difendere da attacchi plurimi, da Casini che vuole governare il paese a Franceschini che vede Berlusconi nervoso ed ormai alla fine del suo ciclo. Molti parlano di malcontento eppure il consenso nei suoi confronti cresce.

Forse il popolo davvero non ha capito che Berlusconi non è un dittatore ma è soltanto uno che si preoccupa del bene del paese? Non ha capito che non è nè Dittatura nè Politica, è solo Show Business.
Business, perchè alla fine di interessi propri si parla, anche se magari sono solo sogni di gloria, perchè in fondo è abituato alla vita mediatica e alle grandi aspirazioni, dalla politica alla finanza, dalla televisione al calcio.
Show, quello a cui assistiamo tutti i giorni, con i media controllati, con giornalisti, presentatori e quanto altro gira intorno che propongono notizie, informazioni e atteggiamenti vergognosi. Show quello formato da veline e soubrette candidate al governo o alle europee. Show quello che viene visto da diverse riviste straniere, come il Daily Mail, il Times, il Telegraph, El Mundo, El Pais e Abc, fatto da quelle che ormai sono definite in rete come le “pupe del berlusca” (le “Berlusca Babes”. Già nella lista di  Berlusconi, che da sempre viene visto come un amante delle belle donne, erano comparse l’ex conduttrice e show girl Mara Carfagna, oggi Ministro per le Pari Opportunità, definità da diversi media internazionale il ministro (e la donna politica) più bella al mondo, Federica Zarri, pornostar italiana molto conosciuta, Michela Brambilla, sottosegretaria al turismo dagli esordi non proprio floreali, e Fiorella Ceccacci Rubino, ex attrice a luci rosse sui set con Tinto Brass che proprio ultimamente ha dichiarato che vorrebbe Berlusconi e la Gelmini in un suo film.
Per rafforzare una vecchia affermazione di Berlusconi alle già citate persone in lista andranno ora aggiunte Camilla Ferranti, attrice di soap opera, l’ex stellina della televisione Eleonora Gaggioli, Angela Sozio, che nel suo curriculm vanta una partecipazione al Grande Fratello, e Barbara Matera, unica laureata del gruppo, che vanta numerose apparizioni in diversi programmi TV.

Quindi non prendetevela se per caso pensate che qualcosa sta andando per il verso storto, non è per il male del vostro paese, è solo abitudine mediatica.

Per il resto c’è una voce dal basso che potrebbe essere una speranza per molti, per molti una luce che corrisponde al nome di Debora Serracchiani.
Ora la conoscerete, datele tempo.

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Earth Day 2009

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Il 22 aprile del 1970 il senatore democratico americano Gaylord Nelson riuscì a mobilitare 20 milioni di americani per quella che diventò poi la Giornata Mondiale della Terra e che segnò la nascita dell’ambientalismo moderno.

Ambientalismo moderno sta per voglia di salvaguardare la salute del pianeta, riconoscere lo stesso desiderio negli altri e proteggerlo simbolicamente tramite manifestazioni collettive ma soprattutto è voglia di fare concretamente.

Oggi si celebra l’Earth day, la giornata della Terra. A quasi 40 anni di distanza la situazione del pianeta non è di certo migliorata, e ciò a cui si vuole fare più affidamento è un futuro costituito da persone maggiormente responsabili, che possano avere cura e rispetto dell’ambiente che li circonda. Anche per questo motivo, proprio da quest’anno, è stata fondata la Green Generation Campaign, che fa pieno affidamento sui giovani e punta inoltre ad un futuro basato sulle energie rinnovabili, il consumo responsabile, la creazione di un’economia verde che possa creare posti di lavoro e salvare milioni di persone dalla povertà.

L’edizione 2009 prevede moltissimi eventi in tutto il mondo, e tutti ovviamente incentrati sul tema della salvaguardia ambientale, del rispetto delle risorse naturali, la promozione di un futuro a zero emissioni grazie ad un massiccio passaggio alle energie rinnovabili come alternativa ai combustibili fossili, un’economia basata sull’energia pulita.

In Italia l’evento più atteso è il concerto a impatto zero previsto per questa sera a partire dalle 19.30 a Piazza del Popolo a Roma, con la partecipazione di grandi artisti come Ben Harper e i Relentless 7, i Subsonica, Nneka, Bibi Tanga le Professour Inlassable. L’evento verrà trasmesso in diretta sul canale 710 di Sky e in streaming sul sito di Nat Geo Music Live.(Qui il programma.)

Inoltre, per l’occasione è prevista l’uscita del singolo “Il Gigante” dei Rio, in collaborazione con Fiorella Mannoia e Paolo Rossi. Nel brano si parla di tematiche ambientali e Fiorella Mannoia, molto sensibile riguardo all’argomento, ha deciso di collaborare con la band. Paolo Rossi recita la poesia introduttiva del brano.

Per l’occasione ritorna sullo schermo anche Adriano Celentano, presentando in esclusiva su Sky un video “shock” di 12 minuti dal titolo “Sognando Chernobyl”, che verrà trasmesso per la prima volta intergalmente su Sky Uno alle 22.15 e Nat Geo Music alle 23.50. Celentano, da sempre impegnato con le campagne di tutela ambientale, ha scelto l’Earth Day per mostrare queste immagini e rendere tutti partecipi di quello che potrebbe accadere al nostro pianeta se non si prendono seri provvedimenti.

Altri messaggi arrivano dal mondo del cinema nostrano e non, mentre la Disney lancia il nuovo documentario Earth, per il quale sono state utilizzate le più innovative tecniche di ripresa e nel quale vengono seguite le vicende di tre “famiglie” di animali: una di megattere, una di orsi bianchi e una di elefanti africani.

Il pianeta è un posto da salvaguardare e quelle ambientali sono tematiche che non lasciano indifferente nessuno. Si spera che questi grandi eventi possano essere utili per sensibilizzare maggiormente sempre più persone e che non restino delle semplici opinioni su un grande schermo o dei concerti  da ricordare.

Lo slogan dell’Earth Day 2009 è: Fai la tua parte. E allora facciamola.

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Arte o blasfemia?

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La Pietà di Fryer

Cattedrale di Gap, Francia. L’esposizione della scultura di Cristo morto su una sedia elettrica genera polemica. L’opera è di Paul Fryer, artista britannico, intitolata “La Pietà” ed a proporla è stato lo stesso vescovo della diocesi Jean-Michel di Falco. Quest’ultimo ha dato la possibilità ai suoi fedeli di esprimere i loro pareri sul sito web della diocesi, e non tutti sono discordanti.

Secondo uno dei fedeli, la sedia elettrica sulla quale giace il Cristo de La Pietà di Fryer sarebbe l’equivalente moderno della croce dell’epoca romana, mentre secondo un altro, un messaggio così forte avrebbe riportato la sua attenzione sull’immagine principale, poichè «oggi entriamo in una chiesa senza neanche guardare Cristo sulla croce.» Secondo altri invece l’opera appare inappropriata per essere esposta il Venerdì Santo ed in particolar modo all’interno della Cattedrale.

La vicenda ricorda per certi aspetti quella di Bolzano, avvenuta l’anno scorso, quando al museo d’arte moderna Museion era stata esposta la rana crocifissa di Martin Kippenberger e poi prontamente occultata in seguito ad una serie di aspre proteste da parte del mondo ecclesiastico.

Si sa che in materia religiosa la polemica è inevitabile, ma la differenza tra Italia e Francia è che, per quanto scalpore abbia suscitato la nuova Pietà, l’opera non è stata censurata ed è stato dato largo spazio alle opinioni.

Tra i commenti dei lettori nei vari articoli trovati sul web, molti fanno riferimento a quello che avrebbe potuto suscitare un’opera del genere nel mondo islamico. Sicuramente l’artista sarebbe stato condannato a morte, come spesso è accaduto anche per delle semplici vignette. La domanda in cui vorrei racchiudere una serie di altri interrogativi, allora è:

Ma davvero l’arte non ha limiti?

Zuerst die Füße - La rana crocifissa di Kippenberger

Zuerst die Füße - La rana crocifissa di Kippenberger

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Sun black, il pomodoro della giovinezza

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Un anno fa dalla Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa giungeva la notizia che il pomodoro s’era rifatto il trucco. Il professor Pierdomenico Perata e i ricercatori del progetto Tom-anto l’hanno ottenuto senza alcuna tecnologia OGM.

Lo strano colore scuro presente sulla buccia del pomodoro, rinominato Black sun o Tomantho, è dovuto alla presenza di antociani, pigmenti colorati (presenti anche nei mirtilli, per esempio) che hanno come principale proprietà quella di essere antiossidanti e sono quindi una cura naturale contro l’invecchiamento e la formazione di radicali liberi. Il Sun black contiene in sè tutte le qualità del pomodoro comune, unite a quelle dell’uva nera e dei mirtilli. Il suo sapore non cambia, al contrario di quanto l’aspetto potrebbe far credere.

Attualmente sono stati depositati i primi due marchi comunitari «Sun black» e «Tomantho». I semi del pomodoro nero sono a disposizione e si possono coltivare come quelli dei normali pomodori rossi. Il Black Sun non si deve confondere con il pomodoro nero di Crimea, anch’esso ricco di antiossidanti, in particolare del licopene, il quale compie attività di prevenzione dei tumori e riduce il rischio di cancro alla prostata nell’uomo.

L’innovazione presente nel Black sun è data appunto dagli antociani e l’importanza di non essere stato prodotto con tecnologie OGM. Insomma… provare per credere!

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Diamoci un taglio

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Women’s aid lancia una campagna contro gli abusi e le violenze sulle donne, diffondendo un breve filmato girato da Joe Wright in cui si presta per la nobile causa la famosa Keira Knightley.

L’attrice stessa ha dichiarato di voler aderire alla campagna “Cut” per Women’s Aid perché nonostante la violenza domestica esista in ogni ambito della società, raramente ne sentiamo parlare. “Gli uomini violenti ci sono e colpiscono una donna su quattro in qualsiasi fase della loro vita. La violenza domestica uccide due donne ogni settimana.”

Il video verrà proiettato dal 6 aprile nelle sale cinematografiche e trasmesso nelle tv britanniche e qui di seguito lo condividiamo, premettendo che le immagini potrebbero risultare crude per qualcuno.

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La blogosfera italiana non rappresenta il popolo italiano

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La blogosfera, voce dei media e stampa alternativa del ventunesimo secolo,  dovrebbe in qualche modo rappresentare la voce del popolo. Da diverso tempo mi chiedo se ciò sia vero e da diverso tempo mi rispondo allo stesso modo, in Italia i blogger non rappresentano l’idea.

Guardiamolo dal punto di vista pratico, ogni volta che Silvio Berlusconi parla in tv, dice qualcosa o partecipa ad un evento, 9 blogger su 10 commentano negativamente sul premier, vignette satiriche lo accompagnano, il dissenso è quasi unanime. Eppure i risultati politici dicono altro, i media tradizionali dicono l’opposto, il popolo lo elegge, il suo nuovo partito si avvia al totalitarismo, un unico partito in nome del popolo e della libertà.
I blogger gli danno torto, il popolo gli da ragione. Lui i suoi interessi li fa.

Secondo caso a conferma dell’argomentazione è Beppe Grillo. Il “comico”, nviene malvisto  dalla blogosfera italiana, non viene linkato, io ne sono un esempio, ma ha uno dei blog più visti al mondo, avvia campagne con una buona risposta dal popolo, fa scendere la gente in piazza, non ottiene risultati politici, cerca solo consenso, per ora. Usa i media a proprio comodo, li usa come vuole, va ad Exit, costringe la D’Amico a chiedere scusa. Nonostante ciò ha il favore della gente, si erge a voce del popolo e professa libertà.
I blogger gli danno torto, il popolo gli da ragione. Lui i suoi interessi li fa.

Allora la blogosfera italiana indica qualcosa? Può la voce dei blogger rappresentare in sentimento collettivo della popolazione?

Esistono posti dove la rivoluzione è da sempre nell’animo delle persone, dove i blogger devono sforzarsi per dire la loro, perchè in nessun posto possono dire quale è il vero pensiero. Esiste Cuba, dove Yoani Sanchez è costretta a far sopravvivere il suo GeneracionY e a farlo sfuggire alla censura. Lei si batte per il suo popolo, per la sua libertà di parola, per la sua libertà di vivere. Con i suoi appelli riferisce ciò che il popolo sente. Lei è appoggiata dai blogger di tutto il mondo, dai pochi blogger del suo paese, lei non ha il bisogno nè la possibilità di usare i media tradizionali. Il popolo è con lei e la libertà è il loro sogno.
I blogger gli danno ragione, il popolo gli da ragione. Lei fa gli interessi del propio popolo che anche se sono gli stessi suoi hanno almeno un valore ideale.

E io? Io nella blogosfera sono nullo, di libertò ne ho parlato anche troppo, il popolo non mi conosce.
Io bloggo, se non muoio per avere avuto troppo tempo.

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G20: La Pasquetta dei Potenti

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Accade che non siano solo 8 a riunirsi, che non sia un G8, ma bensì un G20. Il gruppo dei 20 paesi indistrualizzati che si riuniscono per promuovere la cooperazione economica tra paesi ricchi e poveri. Venti grandi paesi rappresentanti i due terzi del commercio e della popolazione mondiale, oltre a più del 90% del PIL mondiale.

Acade che questi 20 paesi (Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Russia, Arabia, Sud Africa, Corea del Sud , Turchia, Regno Unito, USA e l’Unione Europea che anche non essendo uno stato ne fa parte) decidano di vedersi ogni anno.

Accade che l’obiettivo comune a parole c’è, nei fatti restano parole. Accade che di economia se ne parla e politica se ne fa tanta. A modo loro.

Accade che in questi giorni c’è stato il G20 a Londra, il London Summit 2009, con una buona partenza, ed un’ovvia conclusione: gli Stati Uniti confermati a leader mondiali.

Accade che l’Italia la sua figura la fa. La sua cattiva figura. Addirittura il premier, Silvio Berlusconi, viene richiamato dalla Regina Elisabetta con un “Perchè deve urlare così?“. Come se il G20 fosse la Pasquetta dei Potenti. Il Mr. Obama del video dice tutto.

Accade che c’è un morto. Muore un manifestante. Eppure se ne parla pochissimo. Come se fosse normalità.
Accade che il manifestante diventa un passante e muore per infarto. Decesso per cause naturali dicono.

Questo è altro ancora è accaduto. Ora aspettiamo la nostra pasquetta. Quella dei poveri.

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